NTC 2018 — Norme Tecniche per le Costruzioni
Approvate con decreto ministeriale del 17 gennaio 2018, disciplinano la progettazione strutturale, comprese le azioni sulle costruzioni e i requisiti dei materiali da costruzione. Le azioni della neve, del vento e sismiche si valutano per il suo sito specifico: non esiste un valore italiano unico, e chi preventiva come se esistesse la verifica non l’ha fatta.
Il titolo edilizio dipende dal suo Comune
Che i lavori siano edilizia libera, un’attività da comunicare o soggetti a titolo dipende da cosa viene toccato: struttura, sagoma, volume, conformità sismica o un vincolo. Prima di preventivare verifichiamo Comune, Regione, zona sismica ed eventuali vincoli paesaggistici o di tutela. Non le diremo mai a livello nazionale che «non serve nessun titolo».
Requisiti minimi di prestazione energetica, aggiornati per il 2026
L’isolamento del tetto è un intervento sull’involucro opaco orizzontale o inclinato, quindi la sua trasmittanza termica è soggetta a limite. I valori sono cambiati di recente: il decreto ministeriale del 28 ottobre 2025 ha sostituito gli allegati del decreto del 2015 con effetto dal 3 giugno 2026. Per una copertura in ristrutturazione il limite di trasmittanza va oggi da 0,32 W/m²K nelle zone climatiche più calde a 0,22 nelle più fredde. Due esclusioni utili da conoscere: un tetto sopra un sottotetto non riscaldato non fa parte dell’involucro e non è soggetto ai requisiti, e la posa di uno strato impermeabilizzante senza demolire la finitura sottostante resta anch’essa fuori.
Autorizzazione paesaggistica — DPR 31/2017, e la riga che la determina
È la regola più netta che il diritto italiano riservi alle coperture: sostituire il manto con gli stessi materiali e le stesse finiture è del tutto escluso dall’autorizzazione paesaggistica, così come l’isolamento che non sporge oltre il profilo del tetto. Sostituire il manto con materiali diversi, cambiare la pendenza, aggiungere lucernari, abbaini o canne fumarie, o modificare il tetto per alloggiare impianti richiede invece l’autorizzazione semplificata, che il codice contiene entro 60 giorni. Le linee di ancoraggio anticaduta sono sempre escluse. Gli allegati A e B sono stati modificati con effetto dal 27 maggio 2026: un riepilogo scritto prima di quella data è superato.
Quale titolo serve ai suoi lavori — e spesso nessuno
Il glossario dell’edilizia libera elenca «manto di copertura — riparazione, rinnovamento e sostituzione nel rispetto delle caratteristiche tipologiche e dei materiali esistenti, comprese le opere correlate come l’inserimento di strati isolanti». Un rifacimento identico all’esistente con aggiunta di isolamento non richiede quindi alcun titolo. La sostituzione completa del manto che non tocchi la struttura è una CILA; sostituire capriate o travi, o cambiare tipo e aspetto del manto, è una SCIA; aggiungere volume richiede il permesso di costruire.
Responsabilità dell’appaltatore — articoli 1667 e 1669 c.c.
L’articolo 1667 disciplina la garanzia per difformità e vizi dell’opera: la denuncia va fatta di regola entro 60 giorni e l’azione si prescrive in due anni dalla consegna. L’articolo 1669 stabilisce una responsabilità distinta e decennale per rovina, pericolo di rovina e gravi difetti delle opere immobiliari destinate a lunga durata. Questa tutela di legge conta per lei molto più di qualsiasi garanzia commerciale pubblicizzata.
CAM — Criteri Ambientali Minimi
I criteri ambientali minimi rilevano per gli appalti pubblici e istituzionali. Il decreto vigente è del novembre 2025 e si applica dal 2 febbraio 2026. Non costituiscono automaticamente un regime obbligatorio per un’abitazione privata, e non fingiamo il contrario per vendere un capitolato.
Adempimenti di cantiere di cui le chiederanno conto
Da ottobre 2024 ogni impresa e ogni lavoratore autonomo operante in un cantiere temporaneo o mobile deve avere la patente a crediti, che parte da 30 crediti e ne richiede almeno 15 per poter continuare a operare. A parte, i lavori privati di importo pari o superiore a 70.000 € fanno scattare il DURC di congruità, che verifica la plausibilità dell’incidenza della manodopera — per una ristrutturazione il riferimento è il 26% del valore dei lavori — e va di norma acquisito prima del saldo. Un tetto da 30.000 € resta sotto quella soglia; uno da 100.000 € no.